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Crossology

Crossology

Book Cover: Crossology
Editions: (Italian) - prima edizione: € 3,50
Size: 22,00 x 27,00 cm
Pages: 36

"...è un’antologia/manifesto del collettivo Masnada, e come tale raccoglie il frutto del lavoro di alcuni dei suoi artisti sotto forma di brevi storie dei generi e stili più disparati. La mia preferita? Kreator, che sia per disegno che per temi mi ha ricordato la famosa rivista inglese 2000AD; ma in effetti quasi tutte le storie contenute in Crossology hanno quel tanto di punk (ci sono anche gli zombi punk), di anarchico e di fantastico che permetterebbe loro di essere accolte proprio in quegli spazi. Chissà, forse in un mondo alternativo è già successo; oppure gli autori hanno realizzato un Dylan Dog Color Fest, dato che in effetti non hanno nulla da invidiare a chi lo ha già fatto. Anzi, in qualche caso direi che la situazione è opposta."

le 110 pillole

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Reviews:le 110 pillole sule 110 pillole ha scritto:

CROSSOLOGY, come il nome in parte spiega, è un’antologia/manifesto del collettivo Masnada, e come tale raccoglie il frutto del lavoro di alcuni dei suoi artisti sotto forma di brevi storie dei generi e stili più disparati. La mia preferita? Kreator, che sia per disegno che per temi mi ha ricordato la famosa rivista inglese 2000AD; ma in effetti quasi tutte le storie contenute in Crossology hanno quel tanto di punk (ci sono anche gli zombi punk), di anarchico e di fantastico che permetterebbe loro di essere accolte proprio in quegli spazi. Chissà, forse in un mondo alternativo è già successo; oppure gli autori hanno realizzato un Dylan Dog Color Fest, dato che in effetti non hanno nulla da invidiare a chi lo ha già fatto. Anzi, in qualche caso direi che la situazione è opposta.
Sulle singole storie non mi soffermo, perchè parlarne sarebbe già dire troppo. Si tratta di brevi racconti che passano dalla fantascienza al fantastico al fantasy al comico all’horror (punk!) all’artistico al popolare al sanguinolento etc etc. Tanti stili per tutti i gusti, elemento che è da sempre pregio e difetto di simili antologie, che raccogliendo elementi così disparate non hanno in effetti un’identità vera e propria ma risultano frammentate, discontinue. Per parafrasare non so quale pensatore, ad essere e’ l’antologia stessa o le storie che la compongono? In casi come questi, ogni collettivo sceglie la sua via. Io a dire il vero preferisco le antologie tematiche, o comunque accomunate da una “linea” di pensiero e un minimo di coerenza strutturale; in ogni caso raccolte come queste sono un bel biglietto da visita, importante per conoscere artisti nuovi da seguire in futuro.


pitt

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